La scorsa settimana sono stato invitato dall'ing. Fulvio Chiappetta (SI AUDIO) ad ascoltare, "a porte chiuse", i diffusori Magico Mini II.
Dopo qualche ora, finita la sessione d'ascolto, mentre stavo per andar via, scorgo nella saletta piccola (quella principale è di 90mq) dei diffusori Indiana Line Musa 505 collegate a un impianto Xindak. Prodotti che, a dire il vero, non mi aspettavo di vedere in quella showroom... L’ingegnere, notando la mia "perplessità", mi invita a fare un ascolto. Avevo ancora in testa il suono di quel meraviglioso impianto, tra l'altro di costo molto diverso da quel sistema entry-level, e temevo una mia valutazione troppo severa. Comunque sia, anche per non essere scortese nei confronti del padrone di casa, accetto.
Nel corso dell'ascolto, durato all'incirca un'ora, mi sono sorpreso più di una volta per la sonorità emessa da quel sistema! Nonostante tutti i limiti degli oggetti "economici", pur non brillando in nessun parametro (timbrica, scena, dettaglio) era stato capace di emozionarmi.
Sono stato così incuriosito da quell'ascolto eseguito presso la SI Audio, e in particolare dei diffusori, che sono poi ripassato da Fulvio Chiappetta e gli ho letteralmente "sequestrato" le Musa 505 per poterle testare per bene a casa mia. Sì, perché per quanto io conosca molto bene la sala SI Audio, la mia sala da musica e il mio impianto li conosco certamente meglio!
Il mio ambiente è di forma rettangolare, di medie dimensioni (32 mq), ed è stato parzialmente trattato acusticamente con pannelli assorbenti/diffondenti alle pareti (solo nei punti "strategici") e un arredamento sapientemente disposto. Il tempo di riverbero risulta contenuto, ma non tanto da privare il suono della giusta "vitalità".
I diffusori, già abbondantemente rodati, dopo varie prove sono stati posti a 1.30 mt dalla parete loro retrostante e 1.45 mt dalla parete laterale (riferimento: centro woofer).
Come amplificazione ho usato il mio solito OTL a valvole SI Audio (con tubi EL 509II), mentre come sorgente ho usato alternativamente il lettore CD Copland CDA 289, oppure il Marantz CD94 MKII (modificato nello stadio d'uscita dall'ing. Chiappetta) oppure il PC con player foobar2000 + interfaccia M2Tech HiFace (con KS) + Musical Fidelity V-DAC modificato (vedi "Costruire HIFI" n.136) + file in alta risoluzione o rippati da CD nel formato .WAV.
Cavi: Audioquest Lapis X3, Vovox digital, Chord Signature Speakers, vari autocostruiti (in argento e teflon)per la rete elettrica.
Diffusori di riferimento: Dynaudio Special Twenty-Five su Stand4 Dynaudio (ottimizzati con pallini di piombo n.12) e KEF LS 3/5a Raymond Cooke su supporti dedicati.
Alla fine dei test di ascolto, durati tutto il fine settimana, non posso che confermare le impressioni ricevute nello studio di Chiappetta: questi diffusori Indiana Line Musa 505 hanno davvero un ottimo potenziale!
Contrariamente ad altri prodotti entry-level di pari fascia di prezzo, le Musa 505 non fanno mai la "voce grossa", cercando di apparire migliori di quello che sono, e, soprattutto, non "strillano" mai! Sarà per il fatto che montano tweeter a cupola morbida, o per la bravura del loro progettista, che da bravo "Chef" ha sapientemente dosato tutti gli ingredienti, sta di fatto che queste Musa suonano in maniera diversa dai prodotti similari, soprattutto in gamma medio-alta, con una resa insolitamente naturale!
La gamma medio bassa è forse quella che risente maggiormente della classe "economica" del prodotto, poiché risulta leggermente in evidenza e appena un po' "monocorde". Sono però convinto che questa caratteristica sia stata voluta in fase di progetto e che troverà non pochi estimatori! Agli audiofili più "ortodossi", faccio presente che è possibile controllare questa leggera esuberanza della gamma medio bassa rialzando leggermente i diffusori dal pavimento per mezzo di supporti alti pochi centimetri (il condotto di accordo è collocato sotto la base): io ho ottenuto ottimi risultati, raggiungendo un buon equilibrio timbrico, ponendo sotto i diffusori dei supporti in grafite della Art Q-Damper (BIG SERIES), oppure dei semplici cubetti di marmo.
Per quanto riguarda l'immagine virtuale riprodotta dalle Musa 505, nel mio ambiente, adeguatamente collocati, è risultata sufficientemente estesa nelle tre dimensioni, seppure con dei piani sonori leggermente compressi. La messa a fuoco di strumenti e voci, pur non facendo gridare al miracolo, è risultata assolutamente in linea con quanto offerto dai prodotti di pari prezzo offerti dalla concorrenza.
Per quanto riguarda la loro realizzazione, devo dire di essere rimasto impressionato. In primo luogo perché già al primo sguardo non si può che rimanere affascinati dalla loro forma discreta ed elegante, con una finitura che sono certo farà la gioia di molte donne!
La costruzione interna del mobile non è da meno, con diversi setti di rinforzo atti a smorzare le vibrazioni.
Le Musa 505 sono dei diffusori a “due vie e mezzo”: i due woofer presenti su ogni diffusore sono sì uguali, ma mentre quello superiore lavora in "cassa chiusa" in un volume separato fino alla frequenza di incrocio con il tweeter, quello inferiore è accordato in bass reflex e lavora solo in gamma bassa, facendo così da "rinforzo" a quello superiore.
Da notare anche che il pannello che divide i due volumi interni è messo in posizione trasversale, in modo da controllare meglio le risonanze che possono insorgere in presenza di superfici parallele.
Infine, per ciò che concerne la realizzazione del crossover, senza entrare nel merito della sua progettazione credo di poter affermare che sia realizzato con componenti adeguati alla classe del prodotto.
In conclusione, considerando il prezzo, la finitura e il suono offerto da queste Musa 505, sono sicuro che potranno fare la gioia di molti appassionati melomani.